Cenni storici

La coltivazione della vite nella regione pugliese prospera sin dal 2000 a.C. ed ha acquisito nuove tecniche migliorative con la colonizzazione greca avvenuta attorno all’VII secolo a.C.

Dopo il lungo periodo di splendore e di ricchezza del periodo romano, le viti furono abbandonate con la decadenza e la caduta dell’Impero Romano di Occidente e la perdita definitiva del territorio da parte dei Bizantini.

Verso il 1600 vi fu una grande rinascita produttiva ed il ritorno di vitigni e di colture locali che, all’inizio del 1900, l’invasione fillosserica stroncò repentinamente. La ricostruzione dei vigneti seguì il criterio della grande produzione di vini con alta concentrazione di colore, alta gradazione alcolica e bassa acidità. Tale sistema assicurò una fiorente esportazione di vini adatti a rinforzare e migliorare le produzioni vitivinicole settentrionali e d’oltralpe.

 Zone vitivinicole

La Puglia è sempre stata una regione assetata e l’uomo si è dovuto adattare lottando con ingegno contro questo fattore, riuscendo ugualmente ad utilizzare per l’agricoltura ben l’80% del territorio. Un’agricoltura insediata, oltre che nelle depressioni carsiche, anche sulla più aspra roccia. Il paesaggio stesso esprime i segni di questa sofferenza ambientale, con piante tipicamente mediterranee, resistenti alla siccità, che assicurano però una copertura arborea molto estesa.

Nella Murgia dei Trulli proprio la vite, in molti casi, ha contribuito a ridurre la mestizia del paesaggio con le aree di verde racchiuse in una interminabile rete geometrica di muretti a secco. Un lavoro di intere generazioni che hanno con la fatica conquistato la terra sottraendola alle pietre, alla macchia e al bosco.

La vite, unitamente all’olivo, domina il paesaggio agrario della Murgia costiera, delle Terre di Bari, della Piana Messapica e delle Serre della Penisola Salentina.

La zona di San Severo annovera vini riconosciuti “tipici” già tra i primi d’Italia, con Decreto Ministeriale del 29 marzo 1932. Ma ancora prima, con accordi internazionali, era stata sancita la loro tipicità e la tutela della loro denominazione d’origine. Da allora, passati alcuni decenni, la vitivinicoltura si è sempre più allontanata dal centro abitato di San Severo e si sono creati nuovi impianti, anche nelle valli e nelle zone pianeggianti limitrofe.

Il comprensorio settentrionale della provincia di Bari, dominato dall’antico Castello di Federico II, il Castel del Monte, area digradante della Murgia verso una costa che non diventa mai pianura (50 m. s.l.m.), esprime, per le sue condizioni favorevoli pedo-climatiche, coltivazioni viticole interessanti.

La Penisola salentina si distende per un centinaio di chilometri tra l’Adriatico ed il Mar Jonio ed è definita il “tacco” dello stivale. Per effetto del suo singolare clima, per le buone escursioni termiche tra il giorno e la notte e per le sue risorse idriche questa zona rappresenta la Puglia vinicola per eccellenza. Qui, la coltivazione della vite, ha origini antichissime essendo stata introdotta, in epoca remota, dall’Asia Minore, e sin dai tempi della Magna Grecia è stata la coltura principe.