“La vendemmia 2015 si profila ottima per qualita’ e nella media per quantita’ con un +20% rispetto all’anno scorso – dice il Presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – e si aprira’ tra qualche giorno, senza anticipo, con Chardonnay per continuare dopo ferragosto con Fiano e Primitivo, arrivare ai primi di settembre per la raccolta delle uve Merlot, Syrah e continuare con Negroamaro, Nero di Troia, Cabernet, Aglianico e Bombino. Parole chiave sono innovazione e diversificazione per contrastare gli effetti della crisi che il vino pugliese e’ riuscito a schivare. Non e’ un successo casuale, dato che forti sono stati gli investimenti sostenuti dalle cantine pugliesi per determinare innovazione in termini di prodotto e di processo, per conquistare negli ultimi 10 anni importanti fette di mercato nazionale ed internazionale”. In Italia, infatti, i consumi interni di vino che sono scesi al minimo storico attorno ai 20 milioni di ettolitri, con un taglio del 19 per cento dall’inizio della crisi nel 2008. Inaspettatamente la Puglia vive il boom degli spumanti, dove grande e’ la capacita’ di innovazione dei produttori pugliesi che hanno puntato, soprattutto, sulla distintivita’ e sul legame con il territorio e la cultura locale per vincere la competizione sul mercato globale, facendo concorrenza a territori storicamente imbattibili. -“Il vino oggi testimonia un processo di rigenerazione realizzato da un sistema di imprese che si e’ posto l’obiettivo – ha aggiunto Angelo Corsetti, Direttore di Coldiretti Puglia – di offrire nel bicchiere un intero territorio fatto del patrimonio genetico dei suoi vitigni, delle sue ricchezze endogene, del clima, di paesaggio, di testimonianze artistiche e naturali. Si tratta di un patrimonio di innovazione e competitivita’ acquisite che va tutelato dagli attacchi dell’agropirateria che colpisce anche la Puglia ed i nostri vini sono a forte rischio imitazione. Ecco a cosa servono i marchi di qualita’, a difenderci dagli attacchi dei falsari e a valorizzare la tipicita’ e la localizzazione del prodotto. La rintracciabilita’ ed i marchi, peraltro, non sono meri principi teorici e filosofici, piuttosto valori economici che le imprese agricole e l’intero territorio di produzione devono recuperare”. Ad oggi sono 6 le IGT (Indicazioni Geografiche Tipiche) ‘Tarantino’, ‘Valle d’Itria’, ‘Salento’, ‘Murgia’, ‘Daunia’, ‘Puglia’ e 29 i vini pugliesi DOC (Denominazione di Origine Controllata) che detengono un valore inestimabile, intrinseco al prodotto agroalimentare ed alla professionalita’ imprenditoriale, che va salvaguardato a difesa della salute dei consumatori e a caratterizzazione della specificita’ dei prodotti regionali sul mercato globalizzato. Ed i risultati della scelta di qualita’ degli imprenditori agricoli pugliesi non hanno tardato a farsi vedere: e’ aumentata del 37% la produzione DOC e DOCG (Denominazione d’Origine Controllata e Garantita).

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