Prima che finisca tutta sciroppata e inscatolata, sarebbe bene che qualche percoca facesse un giro sulle nostre tavole, o meglio ancora nei bicchieri. Pare che la percoca sia un frutto perfetto per la sangria e altre bevande alcoliche: non è un caso se alcune estati fa alcuni studenti pugliesi hanno lanciato la moda del Perchito, bevanda a base di percoca a imitazione del Mohito.

Per chi se la fosse persa, riportiamo qui la ricetta: basta pestare le percoche insieme alla menta e allo zucchero di canna, insieme a un buon vino bianco del territorio pugliese.

L’abbinamento vino-percoche è amato anche sull’altro versante dello stivale: la sangria napoletana è un classico fine pasto che prevede la semplice aggiunta del frutto a un bicchiere di vino bianco.

Nata dall’incrocio tra il pesco e l’albicocco, la percoca si utilizza nelle diverse destinazioni industriali: succhi di frutta, marmellate e dolci. In particolare, la “percoca di Canosa” è una delle varietà più salutari grazie alle sue caratteristiche organolettiche, al grado zuccherino, alla sua facile digeribilità.

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